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Il primo incontro di catechesi del Giubileo della Misericordia che si è svolto presso la Chiesa di Santo Spirito in Sassia è stato molto positivo, al di là delle nostre stesse aspettative. L’incontro ha confermato la grande importanza che ha per i credenti questo tipo di catechesi quale vero e proprio appuntamento di riflessione che può trainare i fedeli oltre il periodo buio di crisi materiale e soprattutto spirituale che stiamo vivendo.

C’era molta elettricità nell’aria come se tutti i fedeli che gremivano la Chiesa dovessero partecipare ad un evento di quelli da raccontare. L’arrivo del cardinal Kasper è stato accolto da un lungo applauso e non appena si è seduto per iniziare la sua lezione è sceso un silenzio di tomba, il pubblico sembrava rapito dai suoi insegnamenti cosa che devo dire ho provato anche io. Alla fine salutando e dando la benedizione ai presenti nessuno voleva andar via tutti aspettavano qualcosa come rapiti.

Il cardinale ha iniziato la sua catechesi ricordando che il luogo dove eravamo è da secoli la casa della misericordia e  che “la misericordia è una virtù attiva perche avere un cuore è la risposta di Dio alla miseria umana “.

Il cardinale Kasper ha diviso il suo intervento in cinque punti o segni: la violenza, l’indifferenza, l’ingiustizia, l’oblio di Dio e la coscienza del peccato. La violenza. La misericordia ci lascia guardare nel cuore di Dio, prende sul serio la libertà dell’uomo non la opprime. Bisogna provare gioia per i peccatori che si convertono (parabola del figliol prodigo) è questa la risposta alla violenza. Il nostro Dio è un Dio misericordioso ed anche noi dobbiamo essere misericordiosi.

L’ indifferenza. “Ti ho scritto nel palmo della mia mano non sarai mai solo”. Dio vuole essere con noi, la sua incarnazione è il segno della sua non indifferenza. “Ama il prossimo tuo come te stesso”, essere solidale, avere empatia con gli altri. Misericordia non solo materiale ma anche spirituale: consigliare, insegnare, consolare, avere tempo per gli altri, regalare tempo per gli altri, questa è misericordia.

L’ingiustizia. La giustizia per il cristiano è la misericordia, è la virtù che da ad ognuno ciò che gli spetta. Ma cosa è il giusto? E’ uno sguardo misericordioso , la misericordia è l’occhio per vedere la situazione oggettiva sul cosa fare secondo la sua fede cristiana.

L’oblio di Dio. E’ il segno dei tempi sembra che per noi la religione sia una cosa privata. In questo i cristiani hanno una certa colpevolezza descrivendo un Dio che fa paura, che minaccia invece di un Dio misericordioso. Se ci pensiamo bene di tutto quello che un uomo fa nella sua vita alla fine quello che contano sono solo le opere di misericordia. L’anno della misericordia è la risposta migliore che si possa dare, con il compito principale della Chiesa della nuova evangelizzazione.

La coscienza del peccato. Il nome di Dio è misericordia, si è perduto la coscienza del peccato. La colpa è sempre di qualcun altro mai nostra. Non riconosciamo più le nostre responsabilità. La dignità dell’uomo è misericordia. La misericordia non è una scusa, anzi ci dice la verità e ci dà il coraggio di riconoscere la nostra debolezza. La misericordia non giustifica il peccato ma abbraccia il peccatore. Il luogo concreto è la confessione, la gioia dopo l’assoluzione, dopo la penitenza è la medicina per il nostro tempo.

Senza la misericordia il nostro mondo non potrebbe esistere. La misericordia deve essere l’architrave della nostra Chiesa.

In conclusione questa catechesi ci ha insegnato che Il futuro della Chiesa è in ognuno di noi e che tutti siamo chiamati ad essere misericordiosi.

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