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Nella stupenda cornice della Chiesa Santo Spirito in Sassia-Santuario della Divina Misericordia, dove l'arte aiuta l'uomo ad avvicinarsi ancora di più a Dio nella contemplazione, si è svolto il secondo incontro di catechesi giubilare.

"Rivelazione della Misericordia - Dio di Misericordia e di Grazia" questo il tema che Sua Eminenza Cardinal Agostino Vallini ha voluto approfondire.

Sua Eminenza, attraverso un itineraio biblico, ci ha introdotti al tema della misericordia per capire come Dio sia "per noi". Ed è nel Vangelo di Giovanni proprio nei primi versetti "quello che era da principio noi lo annunciamo anche a voi perché la nostra gioia sia piena" che è chiaro come la Misericordia di Dio sia Gesù cioè la Misericordia Incarnata.

Ripercorrendo la storia della salvezza in Es. 3 "ho osservato la miseria" Dio assume l'iniziativa di liberare il popolo perché ha osservato il grido, ha conosciuto le sue sofferenze. Anche oggi il Signore osserva la miseria e quanta gente nel nostro tempo si trova in situazioni di sofferenza a volte anche non espressa. Ma Dio è colui che c'è per noi e anche quando il popolo è infedele Dio rimane fedele e lo libera.

In Es. 34,6 Dio si dà un nome "Misericordia" cioè bontà, perdono, voglia di perdono.

Dio ha costantemente un atteggiamento di misericordia verso l'uomo e non si ferma davanti all'infedeltà e nessuno sfugge all'amore di Dio: ferito, malato, disperso, ma anche in buone condizioni Dio entra nella vita dell'uomo così come l'uomo è, ma non è mai un Dio invasivo perché sempre dice "Se vuoi".

In Gesù suo Figlio Dio si rivela Padre della Misericordia.

Tutto il capitolo 15 dell'evangelista Luca con le 3 parabole della pecora smarrita, della moneta smarrita e del Padre Misericordioso (figliol prodigo) esprime la Misericordia di Dio.

Ma è nella croce e nella resurrezione che la Misericordia di Dio si rivela in modo compiuto.

Sulla croce, ultima rivelazione dell'Amore misericordioso, è nel grido di Gesù che vengono accolti tutti i gridi dell' umanità. Ed è dall'esperienza della croce che si impara ad essere misericordiosi.

E il giubileo non sarà solo ricevere misericordia, ma bisognerà diventare operatori di misericordia perché abbiamo sperimentato nella nostra vita l'Amore e il perdono di Dio.

E. il Cardinal Vallini ha concluso augurando a tutti di poter vivere questo anno giubilare cominciando da "adesso" a vivere nella luce e nella scia della forza che il Signore ha rivelato.

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