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Approfondimento del Catechismo della Chiesa Cattolica, Giubileo della Misericordia e tanto altro ancora.

RELIGIONE

Premio Res Magnae per la letteratura arrivato alla seconda edizione, Rivista di latino Hebdomada Aenigmatum.

CULTURA

Tutti i progetti che abbiamo realizzato o in fase di realizzazione, le attività su cui siamo coinvolti anche con altri soggetti.

SOCIETA'

I convegni svolti trattando temi relativi alla Criminalità organizzata, alla corruzione coinvolgendo anche le istituzioni.

DIRITTO E LEGISLAZIONE

Convegni sulla Business Intelligence, Criminalità organizzata, temi aperti sulla Corruzione e competitività delle imprese.

CENTRO STUDI

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Il Centro Studi dell’Associazione Res Magnae promuove temi e analisi sulla competitività in chiave innovativa, all'interno del quadro politico, industriale, economico–finanziario, nazionale ed internazionale.

Il Centro Studi insieme ai Dipartimenti dell’Associazione intende partecipare al dibattito sullo sviluppo economico e sulla crescita del sistema Italia e dell’Europa intera, sulla base di elevate competenze interdisciplinari, supportate da un comitato scientifico di alto profio.

La crescente complessità del mondo in cui viviamo e lavoriamo richiede sempre più soluzioni avanzate in grado di soddisfare puntualmente le esigenze e i bisogni delle imprese e delle famiglie, soluzioni studiate ad hoc da professionalità differenti. Difficilmente le differenti professionalità, di elevata qualità e provenienti dal mondo accademico e/o della consulenza avanzata, operano contemporaneamente nello stesso team. L’obiettivo del Centro Studi è di presentare e realizzare soluzioni condivise all’interno di un gruppo composto da competenze high-skill, eterogene ma sempre governate e gestite all’interno dell’Associazione.

L’attività del Centro Studi sarà incentrata su due filoni principali:

1) analizzare il contributo marginale di rilevanti fattori di competitività e di attrattività  del sistema Italia per la crescita o  non-crescita del nostro Paese, secondo quanto emerge dalla letteratura specialistica.

2) esaminare i singoli fattori di competitività e di innovazione nei diversi ambiti in una prospettiva integrata di crescita e sviluppo economico e non solo del sistema Italia.

Le analisi, le riflessioni e le proposte saranno il frutto, come già accennato, di un continuo confronto con un team studi e ricerche, operante in diversi ambiti, in sinergia con i responsabili dei vari dipartimenti dell’Associazione. Di seguito, vengono elencati alcuni ambiti di attività:

  • Statistica;
  • Economia e Finanza;
  • Consulenza aziendale (e direzionale);
  • Energia;
  • Comunicazione;
  • Cultura, Turismo e Religione;
  • Competenze ed Economia della conoscenza.

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Articolo di Andrea Mazzitelli Responsabile Centro Studi Res Magnae

La corruzione: una questione di dati o politica? Un breve confronto Italia - Germania

Gli ultimi scandali del Mose e dell’Expo sembrano confermare la teoria che l’Italia sia il Paese della corruzione, oltre che dell’economia sommersa e dell’evasione. Recenti studi sulla cosiddetta shadow economy, condotti da Friedrich Schneider dell’università di Linz, uno dei massimi esperti europei della materia, ripresi sia dall’Eurostat che dall’Ocse, evidenziano al contrario che l’economia sommersa tedesca, in valore assoluto, è la più consistente tra tutti i Paesi europei: 351 miliardi di euro pari al sommerso di Gran Bretagna, Belgio, Svezia, Irlanda e Austria messe insieme e superiore di circa 20 miliardi al sommerso italiano, stimato in 333 miliardi di euro.

I dati rilevano che l'economia “non osservata” tedesca è la più grande d'Europa. Tuttavia analizzare i dati in valore assoluto non è sufficiente: il rapporto sommerso/Pil è pari al 21% per l’Italia contro un 13% per la Germania. Letta in questa direzione sembra che l’Italia sia il Paese meno virtuoso d’Europa mentre la Germania sia governata da manager e dipendenti pubblici onesti.

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Introduzione

GIORGIO SANTACROCE

Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione

Sono rimasto particolarmente colpito – e questo può spiegare la mia presenza qui, all’apertura di questo convegno – dalle parole, sommesse ma durissime, pronunciate da Papa Francesco lo scorso venerdì 21 marzo, allorché ha chiamato alla conversione i mafiosi, come già aveva fatto Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi nel lontano maggio 1993, prospettando loro l’inferno: “Il denaro insanguinato, il potere insanguinato: non potrai portarlo all’altra vita”. Ma ancora più rivelatori delle parole sono stati i gesti di Papa Francesco: l’abbraccio teso alle vittime della mafia e la mano tesa a Don Ciotti, il fondatore di Libera vissuto per anni ai margini della Santa Sede e finalmente chiamato a parlare accanto al Pontefice nella chiesa di San Gregorio VII a Roma

C’’è una differenza siderale di approccio che distingue l’Italia da tutti gli altri Paesi del mondo riguardo a temi gravi e urgenti come la lotta alla criminalità organizzata, la logica del profitto selvaggio e il decadimento morale e culturale del Paese, che toccano da vicino chi ha ruoli di responsabilità nella vita politica e sociale e nella Chiesa.

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Articolo di Giuseppe Tetto

Ufficio Comunicazione Associazione Res Magnae

«Non possiamo dimenticarci della mafia e per ricordare bisogna conoscere. Occorre raccogliere i dati e attaccare i capitali mafiosi perché per colpire la criminalità organizzata è necessario sapere dove
dispongono i loro soldi». Con queste parole Giorgio Santacroce, Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione ha aperto il convegno “I dati inesplorati della criminalità organizzata - Nuovi strumenti per
identificare l'economia illegale”, organizzato dall’ Associazione Res Magnae con la collaborazione de La Civiltà Cattolica e l’ Istituto Guglielmo Tagliacarne, che si è svolto lunedì scorso a Roma presso la sede de “La Civiltà Cattolica”, Davanti a una platea gremita Santacroce, dopo l’introduzione di Angela Soccio, Vice presidente dell’Associazione Res Magnae, ha posto l’accento sulla necessità di avere una giustizia più veloce, “premessa essenziale per accorciare il sequestro e la confisca dei beni per il loro utilizzo e riutilizzo sociale”, altrimenti c’è il grave rischio che la macchina si inceppi: «Basti pensare nel 90% dei casi le aziende sequestrate falliscono al momento della confisca, facendo passare il messaggio che le mafie danno lavoro mentre lo Stato non è in grado di garantirlo». Secondo Santacroce servono nuovi sistemi di controllo per individuare la provenienza di capitali illeciti, «sia per salvaguardale il futuro delle aziende sotto poste a confisca sia per neutralizzare il pericolo che i beni confiscati, nel caso delle messa in vendita sul mercato, possano ritornare in mano alla mafia attraverso prestanome».

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